| Diconsi
quadratrici quelle curve trascendenti che permettono la
quadratura del cerchio o la rettificazione della circonferenza.
Il problema della quadratura del cerchio è antichissimo ed
essendo impossibile risolverlo con il solo ausilio della riga e
del compasso, il problema divenne addirittura proverbiale per le
cose impossibili. Dante stesso nell'ultimo canto del Paradiso
alla conclusione scrive (versi 133 e seg.): " Qual'è 'l
geometra che tutto s'affige per misurar lo cerchio, e non
ritrova, pensando, quel principio ond'elli indige, tal era
io...."
L'invenzione
di questa curva è attribuita da Proclo a Ippia di
Elea (seconda metà del V° secolo a.C.).
Per ottenerla, si faccia traslare in modo uniforme il
segmento AB fino a farlo coincidere con DC: e nello
stesso tempo si faccia ruotare uniformemente il
segmento DA fino a farlo coincidere con DC. Il luogo
dei punti di intersezione dei due segmenti durante il
loro movimento simultaneo è la curva di Ippia, il
quale (a quanto riferisce Pappo) la utilizzò per
trisecare un angolo acuto (problema non risolubile con
riga e compasso).
La trisettrice di Ippia serve anche per ottenere la
quadratura del cerchio, cioè per costruire il lato di
un quadrato che abbia area uguale a un cerchio
assegnato. È ancora Pappo che attribuisce a
Dinostrato (350 a.C. circa) la scoperta di questa
proprietà, e ne fornisce dimostrazione.
Dimostrazione
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Dinostrato
dimostra invece (Fig.1) che il segmento AD è medio
proporzionale tra l'arco AC e il segmento DT: è così
possibile ottenere un segmento rettilineo lungo come
l'arco AC (pari a 1/4 di circonferenza). Dopo di che è
facile, con semplici costruzioni geometriche, arrivare a
un quadrato di area uguale al cerchio di raggio AB.
Riportiamo qui di seguito la dimostrazione per assurdo
fornita da Pappo (che non sarebbe accettabile secondo i
criteri attuali di rigore, ma che comunque è una grande
intuizione).Tesi: (*).
Supponiamo che invece della (*) valga la proporzione ,
con DK>DT
(**). Si descriva la circonferenza di centro D e raggio DK;
sia H il suo punto di intersezione
con la quadratrice; si conduca da H la perpendicolare HS,
si prolunghi infine DH fino ad incontrare in E la
circonferenza AEC. |
Ora per la ipotesi (**) si ha
(perchè due circonferenze stanno fra loro come i
diametri). Quindi
(***). Ma per una proprietà della quadratrice (che
discende immediatamente dalla sua costruzione): ,
quindi . Ma
dalla (***) segue allora
(assurdo). Analogamente si dimostra che la ipotesi (**)
conduce all'assurdo nel caso DK<DT.
A
questo punto la rettificazione dell'arco AC si riduce a
trovare il quarto proporzionale della (*). |
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Dalla
similitudine dei triangoli si ha che LD
è la lunghezza di un quarto di circonferenza, DS
la lunghezza della circonferenza e SDC è il
triangolo equivalente al cerchio. Infatti Posto DC=a
dalla (*) si ha

Poiché AD:DT=SD:DX
, sostituendo

e
dunque


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Riferimenti
Bibliografici
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