La serie di Taylor

(una applicazione del teorema di Lagrange)

 

Consideriamo la funzione  continua nell’intervallo chiuso e indefinitamente derivabile, con derivate limitate, nell’intervallo aperto (a,b). Se  allora possiamo sostituire ad  una somma di infinite funzioni elementari detta serie di Taylor del tipo

 

1)  

              

 

dove è l’ordine di derivazione ed .

 

Supponiamo che il grafico della funzione si presenti come in figura (le considerazioni che facciamo sarebbero simili in presenza di un altro grafico)

 

 

 

Dal grafico si osserva che   dove

 

 che è il differenziale di  relativo al punto  e all’incremento  

 che è l’errore che commetto quando approssimo la curva con la tangente

 

 

Le considerazioni che abbiamo fatto discendono dal  teorema di Lagrange applicato all’intervallo  . Infatti

 

 

2)                          con

 

Ora essendo  un numero il cui valore dipende dall’intervallo  posso decidere di considerarlo come somma di (costante) e  variabile, data la continuità di  , per cui la 2) diventa

 

3)                                      

 

4)                                 

 

Che tipo di funzione deve essere questo ?

 

Non può essere una costante poiché, essendo  derivabile in  derivando la 4) si ottiene

 

 

 da cui segue che  deve annullarsi per .

 

La funzione più semplice che soddisfa a questo requisito è  con  costante. Perciò, sostituendo nella 4) si ottiene

 

 

5)                                       

 

Andiamo adesso alla ricerca di questo . Derivando la 5), e riapplicando il teorema di Lagrange, si ottiene

 

   con .

 

Sostituendo nella 5) si ottiene infine

 

6)                               

 

dalla quale si ottiene che l’errore che commetto quando approssimo la curva con la tangente è

 

, chiamato resto,  che come si vede dipende dall’ampiezza dell’ intervallo  e dalla derivata seconda (il pedice 2 di R corrisponde all’indice di derivazione).

 

Se adesso operiamo come nella 3), si ha

 

7)              

 

8)              

 

e derivando 2 volte la 8) si ottiene

 

 

9)       con

 

ed infine la

 

10)             

 

con .

 

Se ripetiamo la serie di passaggi un’altra volta otteniamo

 

11)    

 

e questo fa capire come evolverà lo sviluppo dei termini successivi e quindi la 1).

 

 

Dal punto di vista grafico si evidenziano molto bene queste considerazioni

 

Consideriamo la funzione  e il suo corrispondente sviluppo in serie di Taylor

 

    dove abbiamo posto .

 

 

 

Come si può notare, se ci interessa un intervallo abbastanza limitato, per esempio,  , anche lo sviluppo per n=5  approssima molto bene la funzione.

 

Volendo calcolare

 

 

 

se si usa lo sviluppo per n=5 si ha

 

   

 

per n=10 si ha                   

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri esempi notevoli.

 

Se si considerano gli sviluppi in serie di e  per , si ha

 

 

.

 

Sostituendo nello sviluppo di    al posto di x si ottiene

 

 

 

 

 

identità di somma importanza detta formula di Eulero e ci mostra che, nel campo completo dei numeri ( cioè dei numeri complessi),  e  sono intimamente legati alla funzione esponenziale.

 

Considerazioni didattiche:

 

1)     l’uso di una calcolatrice scientifica permette di avere  i valori delle funzioni goniometriche, iperboliche, logaritmi, potenze di qualsiasi base e qualsiasi esponente e i valori che appaiono sul display rimangono un mistero per lo studente che ha un minimo di curiosità culturale. Lo sviluppo in serie permette di soddisfare questa curiosità.

 

2)     L’esempio fatto non è casuale. Nel calcolo integrale nella gran parte dei casi non esiste la primitiva della funzione integranda in termini di funzioni elementari, e pertanto,  approssimare la funzione con il suo sviluppo in serie, offre, ove possibile, una stima dell’ area che si sta cercando.

 

Unità didattica per la 5ª classe del liceo scientifico

 

Base di conoscenza:

·        Teorema di Lagrange

·        Concetti di derivata e differenziale di una funzione

·        Algebra delle derivate

·        Concetto di integrale definito

·        Calcolo delle primitive

 

 

prof. Franco Pelini

 

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